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Fuori orario

Dal 30 aprile al 6 maggio 2017

In onda dal 30 aprile al 6 maggio 2017

Domenica  30 aprile   2017    RAI3                          dalle 1.00 alle 6.00  (300’)

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

CONTROCAMPI DI CONCENTRAMENTO

 

 

a cura di Fulvio Baglivi

 

con i film

 

INFORMAZIONE LEITMOTIV. L’INFORMZIONE E’ CIO’ CHE CONTA         primavisioneTV 

(Italia, 1969, col., 23’)

Di Nato Frascà

Interpreti: Enzo Iannacci, Renata Lunati

Attilio Emilio, un ragazzo di provincia, arriva a Milano in treno e già alla Stazione Centrale si trova spaesato di fronte alla quantità di messaggi pubblicitari con i quali viene letteralmente "bombardato". Fuori dalla stazione, Attilio sale su un tram dove si ritrova a fantasticare sull'attraente ragazza di un cartellone pubblicitario. Ma le avventure sono solo iniziate. Attilio infatti incontrerà il suo doppio: il cantante rock Pet Agorà e, mentre lui, non conoscendo l'importanza dei messaggi pubblicitari scomparirà, il suo alter ego troverà la fama. 

 

 

THO STORE – GRANDI MAGAZZINI                  

(The Store, USA, 1983, col., 118’, v.o. sott. it.)

Regia, produzione, presa diretta del suono, montaggio: Frederick Wiseman;

Fotografia: John Davey

Girato nel maggiore dei centri commerciali Neiman-Marcus, a Dallas, The Store narra di una società di successo, di accumulo e compravendita. Il film si sofferma sulla scelta, la presentazione, la politica dei prezzi, il marketing di un vasto assortimento di prodotti che vanno dall’abbigliamento agli accessori per il bricolage, prodotti di lusso e quelli di massa. Tutti, dai manager ai clienti ruotano intorno alle merci.

 

CHARLOT CAPOREPARTO  

(The Floorwalker, USA, 1916, b/n, muto con cartelli in inglesi e sottotitoli italiani, 27’47”)

Regia: Charles Chaplin

Con: Charles Chaplin, Eric Campbell, Edna Purviance, Lloyd Bacon, Albert Austin, Leo White, Charlotte Mineau

La comica, ambientato in un grande magazzino tutto ricostruito in studio, naturalmente, è imperniato sulla presenza centrale di una scala mobile, che sarà causa ed effetto delle gag intorno a lei sviluppate. Strigliato da un accigliato caporeparto insoddisfatto della produttività, un commesso vigila che i clienti trovino soddisfazione e che non si allarghino troppo nelle prove dei prodotti, uno in particolare, con la scusa di provare il prodotto prima dell'acquisto ha l'impudenza di radersi il mento sul posto e cospargersi di profumo senza concludere alcun acquisto, d'altra parte l'aspetto dismesso di Charlot non può lasciare dubbi sulle sue effettive intenzioni…

 

PROPOSTA IN QUATTRO PARTI 

(Italia 1985, b/n e col., 41'04”)

di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet

Montaggio video per il programma di RAI3 “La Magnifica Ossessione”, articolato in quattro movimenti: 1) A Corner in Wheat di David Wark Griffith (1909); Moses und Aron, fine del primo atto; 3) Fortini/Cani, sequenza da “I consigli comunali delle Apuane” a “C'è stato un modo”... 4) Dalla nube alla resistenza, ultimo dialogo della prima parte: il padre e il figlio.

“C'è un film di Griffith di dieci minuti dal titolo “L'accaparramento del grano”. Anche a livello del montaggio in senso brechtiano e ejzensteiniano è un film che riesce a far vedere in poche inquadrature, con un'economia totale, come funziona lo sfruttamento e la speculazione a tutti i livelli della catena, fino al prezzo del pane; si comincia e si finisce col contadino che semina il grano e in mezzo c'è tutto quello che succede con l'intervento della speculazione”. (J-M Straub, 1977)

 

 

 

 

Venerdì  5  maggio  2017                               RAI3                 dalle 01.50 alle 6.00     (250’)   

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

CINEMA L’ARTE DEL NEUTRINO (1)

 

 

a cura di

Simona Fina e Roberto Turigliatto

 

 

con i film

 

IMMAGINI TRAVOLTE DALLA RUOTA DI DUCHAMP

(Id., Italia, 1994, b/n, durata 12’ 09”)

Regia: Paolo Gioli

“Duchamp è certamente complesso quanto Joyce e, per fare qualcosa su di lui, ho provato a dedicargli questo breve poemetto filmico agendo solo su alcune immagini di immagini delle sue opere tratte sempre da libri e cataloghi (cioè dall’inchiostro). Per esempio, oscurando i raggi di una ruota lasciando fessure regolari, trasformandola così in un vero otturatore-esterno che è venuto a sostituire quello della mia cinepresa, mancante. Ruota di bicicletta che si fa cinema e viceversa. Per esempio la sua finestra nera che si trasforma in tanti schermi-video, ecc. Su Duchamp mi sentirei di fare un film per ogni sua opera perché mente, ironia e alchimia sono proprie del cinema”. (Paolo Gioli) 

 

KLIMT 

(Id., Austria, Francia, Gran Bretagna, Germania, 2006, colore, durata 93’ 28”)

Regia: Raùl Ruiz

Con: John Malkovich, Veronica Ferres, Saffron Burrows, Stephen dillane, Paul Hilton, Sandra Ceccarelli

“Il film non è una biografia lineare della vita e dell’epoca di Gustav Klimt. È più una fantasia o, se vi piace, una fantasmagoria. Proprio come uno dei suoi dipinti, nel quale le figure materiali e immaginarie si mescolano e ruotano attorno a un fulcro centrale: il pittore Klimt. Volevo tratteggiare le caratteristiche stilistiche uniche dell’arte di Klimt, il prevalere della bellezza, l’eccesso di colore, gli spazi distorti e gli angoli complessi, per cogliere la vita e illuminare una delle più ricche, contraddittorie e misteriose epoche della storia moderna” (Raoul Ruiz).

Sullo schermo prende forma un sogno febbrile che comincia in un ospedale dove Klimt (John Malkovich) giace in stato quasi comatoso: il pittore morì, infatti, di polmonite poco dopo esser stato colpito da un ictus che aveva paralizzato il suo lato destro. La vita che scorre di fronte ai suoi occhi è il corrispondente cinematografico dei suoi dipinti e disegni, con immagini intraviste sulla superficie degli specchi, attraverso gli obiettivi di macchine fotografiche, le lenti dei microscopi e i vetri schermati. Le distorsioni visive ed angolari suggeriscono il mondo frammentario di uno specchio ridotto in frantumi, metafora pure dello sgretolamento dell’Impero Asburgico alla fine della Prima Guerra Mondiale. 

 

 

 

SCHIFANOSAURUS REX

(Id., Italia, 2008, colore, durata 76’ 06”)

Regia, soggetto e sceneggiatura: Franco Brocani

A dieci anni dalla morte, Franco Brocani omaggia il suo caro amico Mario Schifano, sovversiva ed ancora misconosciuta figura d’artista alle prese con la modernità. Associandolo ad un animale in gabbia, nutrito dall’ossessione dell’arte come sogno del possibile oltrepassare d’ogni sistematicità, Schifano diventa colui che è sempre pronto ad azzannare ciò che gli si presenta davanti, tranciandone e ridefinendone i confini per poi, con spirito infantile e giocoso, lasciarlo andare scosso e mal ridotto. Brocani, per sua stessa ammissione, piuttosto che ripercorrere i passi di una biografia legata meramente a dati oggettivi, costruisce una “mitografia impersonale” nella quale ci si inoltra senza sentimentalismo e con il sospetto di trovarsi davanti ad un’idea, un simbolo più che ad una figura umana. La sua è un’opera che si giova di spinte centrifughe, oscillando tra il saggismo e la video-arte, non delimitando Schifano dentro una piatta storiografia, ma facendo debordare la sua irruenta genialità oltre la descrizione del vissuto.

 

 

ROTHKOFILM

(Id., Italia, 2008, colore, muto, durata 5’)

Regia: Paolo Gioli
Rothkofilm non è un breve documentario su Rothko ma una mia riflessione sulle sue tele che tanto assomigliano a schermi, a fotogrammi, a interlinee. Film ricavato da due libri. Un film muto che vorrebbe essere… sonoro. I ritmi, le [com]pulsazioni dei fotogrammi mi fanno pensare ad un sonoro che non conosco”. (Paolo Gioli)

 

 

 

 

 

 

Sabato  6  maggio  2017                               RAI3                 dalle 02.00 alle 6.00     (240’)   

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

CINEMA L’ARTE DEL NEUTRINO (2)

 

 

 

a cura di

Simona Fina e Roberto Turigliatto

 

 

con il film

 

 

I LUPI DENTRO

(Id., Italia, 1999, colore, durata 170’ 48”)

Regia, sceneggiatura, fotografia e montaggio: Raffaele Andreassi 

Con: Antonio Ligabue, Bruno Rovesti, Udo Toniato, Elena Guastalla, Adele Casoli, Serafino Valla, Vandino Daolio, Giancarlo Gandini

Quando “ricostruivo” la vita di Ligabue con Ligabue stesso lì a rappresentarla lasciavo che le cose andassero per il loro verso, senza rimontare i dialoghi o fare dei tagli. Quello che accadeva è tutto lì sullo schermo” (Raffaele Andreassi).

Un documentario sui pittori naïf della bassa padana, ma, soprattutto sulle conseguenze che su di loro ha avuto la vita e l’arte del più grande tra tutti: Antonio Ligabue (“Toni”). È un viaggio poetico tra le grandi anse del Po, alla ricerca di ciò che non c’è più e del perché non c’è più, tra personaggi di ogni genere, più o meno lucidi, più o meno leggendari.

 

 

 

 

ARTE

(The Art, URSS, 1975, colore, durata 10’ 07”, v. o. in lingua lettone con sottotitoli in italiano)

Regia: Herz Frank

La donna, da sempre musa ispiratrice dell’arte, viene celebrata da Frank anche nel ruolo di artista e creatrice. Un omaggio al peculiare sguardo femminile nell’arte. L’eterna custode del fuoco e del focolare domestico sprigiona un’energia creatrice e una forza che si tramutano nella musica per organo di Bach eseguita da un’organista (Brigita Mieze), nella pittura di Inta Dobraja, nei quadri della bellissima e virtuosa Antonin Lutere, il cui talento è alimentato da più muse: cinema, poesia e musica. La forza del fuoco torna ancora nell’arte di una giovane coppia: Marta Krasta e Miravaldis Pavlovich.

 

 

 

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