Il Polesine di Avati

Gentile conduttore,
aveva pienamente ragione Pupi Avati per quanto ha scritto sul Polesine, e sulle aree circostanti, e ha avuto ragione lei a trasmetterlo. La ringrazio.
Quei luoghi erano l'espressione sublimata della Valpadana, oggi sono il poco che ne resta di quasi intatto.
Un luogo di fantastica discrezione dove il reale sfuma nel sogno e in cui l'uomo può immergersi, può perdersi e trovarsi, rinnovando le proprie sensibilità.
Certi posti hanno la proprietà di scavare fin nella nostra scorza ancestrale, in una memoria inconscia, profonda universale popolata di terrore e di magia, proprio come ha scritto Avati, proprio come ha scritto.
Il terrore e la magia, non a caso: questi due elementi sono forse chiavi impriscindibili di bellezza, se ammettiamo che nella bellezza sia sempre celato un fondo di mistero, quello che ci impedisce di definirla compiutamente e ci lascia sospesi di fronte ad essa, eternamente irrisolti malgrado il nostro tentativo di descriverla, di catalogarla e archiviarla.

Grazie
Saluti da Z.

 

 

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