SAN GIOVANNI PAOLO II

22 ottobre IL SANTO DEL GIORNOLeggi >>


BENEDETTO XVI

BENEDETTO XVI

Joseph Ratzinger è nato a Marktl am Inn, diocesi di Passau, in Germania, il 16 aprile 1927, sabato santo. In famiglia erano in cinque: il padre Joseph, commissario di polizia, la madre Maria, prima cuoca poi casalinga, il fratello Georg, anch’egli sacerdote e musicista, in seguito direttore del coro della cattedrale di Ratisbona, la sorella Maria, per molti anni sua assistente, morta a Roma nel ’91. In casa e nella sua Baviera natale, il giovane Joseph riceve una formazione umana e culturale improntata ai valori cristiani. Proprio la fede e l’educazione familiare lo rendono capace di resistere alle vessazioni del regime nazista, fortemente ostile nei confronti della Chiesa, e nei cui servizi ausiliari antiaerei sarà arruolato gli ultimi mesi della II guerra mondiale. Fin da ragazzo nutre un inestinguibile ardore di conoscenza e una grande passione per i libri e lo studio.

Viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1951, insieme al fratello Georg, e intraprende l’insegnamento un anno dopo. Per 25 anni sarà un brillante docente di teologia a Frisinga, a Bonn, a Monaco, a Tubinga e infine a Ratisbona. Partecipa al Concilio Vaticano II in qualità di “esperto” e come consultore teologico del cardinale arcivescovo di Colonia Joseph Frings. L’intensa attività scientifica di cui è protagonista lo conduce a svolgere importanti incarichi al servizio della Conferenza Episcopale Tedesca e nella Commissione Teologica Internazionale. E nel 1972 fonda la rivista di teologia “Communio”, insieme ad Hans Urs von Balthasar, Henri de Lubac e altri famosi teologi.

Il 25 marzo 1977 arriva la nomina ad arcivescovo di Monaco e Frisinga da parte di Paolo VI, che lo crea cardinale nel concistoro del successivo 27 giugno. Appena un mese prima, il 28 maggio, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale, scegliendo il motto “Cooperator veritatis”, “Collaboratore della verità”.

Partecipa ai due Conclavi del 1978, e il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo vuole a Roma, accanto a sé, quale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, incarico che ricoprirà fino all’elezione al soglio papale, “nel servizio non di opinioni personali – affermò in un’intervista – ma del grande patrimonio della verità della Chiesa cattolica”. È al contempo nominato Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Tra l’altro, è stato Presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, che, dopo sei anni di lavoro (1986–1992), ha presentato al Papa il nuovo Catechismo.

È stato uno dei più stretti e fidati collaboratori di Giovanni Paolo II, che più volte ne respinse le dimissioni. Innumerevoli gli incarichi svolti nella Curia romana, come il numero delle sue pubblicazioni, tra le quali spiccano “Introduzione al Cristianesimo”, silloge di lezioni universitarie pubblicate nel 1968 sulla professione della fede apostolica; “Dogma e predicazione” (1973), antologia di saggi, omelie e riflessioni dedicate alla pastorale, il libro-intervista “Rapporto sulla fede” del 1985.

Persona puntuale, mite e riservata, Joseph Ratzinger nutre diverse passioni: i libri in primis, che lo accompagnano fin dalla gioventù. Ama la natura e la montagna, e la bellezza nelle sue varie espressioni artistiche: architettura, letteratura e in particolare la musica. È un ottimo esecutore di Mozart, mentre una particolare simpatia è riservata ai gatti.

Il 30 novembre 2002 diviene decano del collegio cardinalizio. In questa veste, nel 2005, alla morte di Giovanni Paolo II, gli è toccato amministrare il tempo della Sede vacante, officiare i funerali del Papa defunto, presiedere le Congregazioni generali dei cardinali, celebrare la Messa Pro eligendo Romano Pontifice, guidare l’ingresso dei cardinali elettori in Conclave.

Nel tardo pomeriggio del 19 aprile 2005, al termine del quarto scrutinio, dalla loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro il cardinale protodiacono Medina Estevez annuncia il nome del nuovo Papa. Joseph Ratzinger, divenuto Benedetto XVI, si definisce subito “un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”.

Nel 2006 la sua prima lettera enciclica: Deus caritas est, che ha per oggetto Dio-Amore. Ne seguiranno altre due: nel 2007 Spe salvi, dedicata alla speranza, e nel 2009 Caritas in veritate, “sullo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità”.

Sono 24 i viaggi apostolici compiuti da Papa Benedetto: dal primo a Colonia per la XX Giornata Mondiale della Gioventù, nell’agosto del 2005, a quello in Libano nel settembre del 2012. Benedetto XVI ha visitato ogni continente, con tappe tra le quali Turchia, Brasile, Stati Uniti, Sidney, Cameroun e Angola, Giordania, Benin, Messico e Cuba, oltre a vari viaggi in Europa: Polonia, Spagna, Austria, Francia, Repubblica Ceca, Malta, Portogallo, Cipro, Regno Unito, Croazia e naturalmente la “sua” Germania.

Anche da Papa Joseph Ratzinger ha continuato a scrivere. La trilogia che ha va sotto il titolo “Gesù di Nazaret” – il cui primo volume è uscito nell’aprile del 2007, il secondo nel marzo del 2011 e il terzo nel novembre del 2012 –, si è rivelata un vero e proprio successo editoriale a livello mondiale, con oltre 7 milioni di copie in 163 Paesi.

Tra i numerosi atti e documenti del suo pontificato, sono da ricordare: la lettera indirizzata nel 2007 ai cattolici cinesi, che presenta ripetuti inviti al Governo perché intraprenda un vero dialogo con la Santa Sede, che porti a una normalizzazione dei rapporti diplomatici, a un’effettiva libertà religiosa, a un accordo sulla nomina dei vescovi; il motu proprio sulla liturgia Summorum Pontificum, che permette la celebrazione della messa in latino, secondo il rito preconciliare, sempre nel 2007; la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani e la Costituzione apostolica Anglicanorum coetibus, “circa l’istituzione di ordinariati personali per anglicani che entrano nella piena comunione con la Chiesa cattolica” nel 2009; la visita alla sinagoga di Roma il 17 gennaio 2010 – è la terza volta che entra in una sinagoga: era già accaduto a Colonia (2005) e a New York (2008) –; l’istituzione del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione nel 2010; la consacrazione dell’altare della Sagrada Família a Barcellona, opera insigne dell’architetto Antonio Gaudì, sempre nel 2010; la beatificazione di Giovanni Paolo II il 1° maggio 2011; il lancio del primo tweet con l’account Pontifex nel dicembre 2012.

Tre gli Anni speciali indetti da Benedetto XVI: l’Anno Paolino, nel bimillenario della nascita dell’Apostolo delle Genti; l’Anno sacerdotale, nel 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars; l’Anno della Fede, che ha inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II.

Non mancano però i momenti difficili, a iniziare dal viaggio di Benedetto XVI in Baviera nel settembre 2006, che resta inscritto nella storia del pontificato per un episodio specifico: durante la lectio magistralis su “Fede, ragione e università. Ricordi e riflessioni” che Benedetto XVI tiene a Regensburg, egli cita un passo del dialogo tra l’imperatore bizantino Manuele II Paleologo e un saggio musulmano, che accusa Maometto a proposito del rapporto tra religione e violenza, e tale citazione suscita aspre e prolungate polemiche nel mondo islamico, con un contorno di violente manifestazioni pubbliche. Il 2008 si schiude con l’annullamento della visita del Papa all’università Sapienza di Roma, che avrebbe dovuto svolgersi il 17 gennaio, in occasione dell’apertura dell’anno accademico. Varie, benché circoscritte, erano state le proteste contro la visita del Pontefice. Il 24 gennaio 2009 Benedetto XVI revoca la scomunica ai quattro vescovi ordinati illegittimamente da monsignor Marcel Lefebvre nel 1988. Uno di essi, l’inglese Richard Williamson, acceso negazionista, proprio in quei giorni aveva rilanciato le sue tesi negatrici dello sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti, e la polemica infuria. Una settimana dopo, un nuovo “incidente”: durante il volo verso il Cameroun, rispondendo alla domanda di un giornalista, Benedetto XVI osserva che non si può superare il problema dell’Aids “con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema”. La polemica scoppia a livello internazionale, ancor prima dell’atterraggio dell’aereo papale, e coinvolge i governi di vari Paesi. Nel 2010 esplode in tutta la sua drammaticità il caso degli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti a danno di minori in vari Paesi del mondo e i media non risparmiano attenzione e spazio alla vicenda. Nel 2012 le cronache dei giornali sono invase dalla vicenda “Vatileaks”, la fuga di documenti riservati dallo studio del Papa, che porterà all’arresto del suo maggiordomo Paolo Gabriele.

L’11 febbraio 2013 Benedetto XVI annuncia in Concistoro “di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma”. “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio – affermava il Pontefice in quella circostanza –, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. Nel pomeriggio del 28 febbraio, il Papa lascia in elicottero il Vaticano, diretto a Castel Gandolfo. L’ultima apparizione pubblica, dalla loggia centrale del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, avviene subito dopo il suo arrivo nel piccolo centro laziale: “Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra”. Dalle ore 20 del 28 febbraio 2013 diviene Papa emerito. Dal maggio 2013 si è ritirato presso il monastero Mater Ecclesiae in Vaticano.

Joseph Ratzinger è uno dei più grandi e importanti teologi della nostra epoca. La casa editrice tedesca Herder e la Libreria Editrice Vaticana stanno provvedendo alla pubblicazione della sua Opera omnia, in 16 volumi, permettendo in tal modo di studiare le caratteristiche fondamentali del suo pensiero teologico.

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