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Area marina protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo

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    • Regione: Sardegna
    • Province: Nuoro, Sassari
    • Comuni: Lori, Porto San Paolo, San Teodoro ed Olbia
    • Estensione: 15.091 ettari
    • Istituzione: D.M. del 12/12/1997 e D.M. del 28/11/2001
    • Ente gestore: Consorzio di gestione tra i Comuni di Loiri, Porto San Paolo, San Teodoro ed Olbia

    L'area marina protetta comprende le coste nord-orientali della Sardegna, da Capo Ceraso con un susseguirsi di insenature, spiagge, calette e promontori, fino a Capo Coda Cavallo nei pressi di S. Teodoro, e le antistanti isole di Tavolara, Molara e Molarotto che sono gli elementi di spicco di questa area marina. Le tre isole dell’area risalgono tutte al quaternario e presentano uno zoccolo di granito in comune. Esso costituisce l’unica formazione per Molara e Molarotto, mentre Tavolata presenta sopra lo zoccolo un alto bastione calcareo e calcareo-dolomitico, che fa sì che l’isola ospiti una vegetazione tra le più interessanti della Sardegna nord-orientale, con oltre 460 specie di piante censite, tra cui l’Asperula deficiens che cresce unicamente qui.

    La costa di Tavolara è caratterizzata da un’imponente falesia calcarea da punta la Mandria a sud ovest a Punta Timone a nord est, con pareti verticali alte anche più di 100 metri. La costa da Capo Ceraso a S. Teodoro mostra una grande varietà di forme, legate sia a motivi strettamente litologico-strutturali sia all’estrema complessità degli eventi morfo-climatici che si sono succeduti nel tempo. Il carattere di base della costa è dato da una successione di promontori rocciosi e da insenature più o meno profonde. Mentre nei promontori si ha una costa rocciosa molto acclive, con processi dominanti di tipo erosivo, nel fondo baia si ha generalmente una costa bassa e sabbiosa. Nell’ambito del promontorio la disomogeneità litologica e la presenza di discontinuità strutturali permettono la formazione di insenature di minori dimensioni, anche dell’ordine di centinaia di metri con piccole spiagge che arricchiscono il paesaggio costiero. Le principali spiagge di fondo baia sono di tipo cordone litorale ad arco e racchiudono “stagni costieri” o lagune di varia grandezza, come lo stagno di Porto Taverna e la laguna di Porto Brandinchi. Associati alle coste sabbiose sono i depositi alluvionali, le dune a volte anche ben strutturate e stabilizzate dalla vegetazione alofila e dalla pedogenesi.

    Lo sviluppo di tale area marina protetta è fondamentalmente riconducibile al turismo subacqueo, interessato alla ricchezza dei fondali anche dal punto di vista archeologico. Siti come la Secca del Papa a Tavolara, tappezzata di gorgonie rosse e gialle attorniate da sciami di pesci, la Secca di Punta Arresto e quella nord di Molarotto con i suoi barracuda, sono tra i luoghi d’immersione più suggestivi e rinomati d’Italia. Non a caso un appuntamento degno di attenzione e che si ripete da circa 10 anni sull'isola è il Concorso di fotografia subacquea estemporanea "Astrea d'oro", dove la bellezza degli scenari sommersi diventa ogni anno protagonista.

    In questi fondali è possibile osservare le specie tipiche della fauna marina mediterranea come varie specie di teleostei, diverse specie di selaci come le Torpedini e le Razze, alcune specie di cefalopodi come il polpo comune e la Seppia, e vari crostacei. Questa zona era un tempo famosa per gli avvistamenti di esemplari di Foca Monaca che oggi sono sempre più sporadici nonostante siano state messe in atto esperienze di reintroduzioni di esemplari.La prateria di Posidonia oceanica ricopre quasi interamente tutto il fondale nella fascia infralitorale, ad eccezione di qualche zona dove il fondale marino è occupato da formazioni granitiche o calcari. A Tavolara si organizzano inoltre diversi eventi interessanti, tra cui il Festival del Cinema Italiano di Tavolara durante il quale, in occasione delle proiezioni, l'isola si raggiunge con traghetti.

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