Nella scuola che vieta i canti religiosi a Natale

Nella scuola che vieta i canti religiosi a Natale

Un crocifisso in segreteria. Un’immaginetta di Cristo con tanto di ramo di ulivo dietro la scrivania. «C’era già prima, non la tolgo. Ce l’ho pure a casa», si schermisce Marco Palma, direttore dell’Istituto Garofani di Rozzano, scuole materne elementari e medie, 1000 alunni, 200 stranieri. Crocifisso pure lui per aver bandito i canti religiosi dalla festa di Natale e non aver reintrodotto simboli cristiani nelle aule, tolti 14 anni fa ai tempi dell’ultima ristrutturazione e mai rimessi. Qualche genitore gli ha scritto mail non simpatiche. La politica si è sollevata. Ma lui tira dritto: “Io penso soprattutto a non creare imbarazzo o disagio a qualcuno. Se le classi decidono diversamente possono farlo… Penso ai genitori di bambini stranieri o ai tanti alunni non cristiani. Mi spiace che le beghe dei grandi ricadano sulla testa dei ragazzi. Figuriamoci, mi ha cercato pure Matteo Salvini…”. Il leader della Lega guida la crociata e promette di portare un presepe in regalo: “Cancellare la festa di Natale è una cazzata galattica. Cancellare le tradizioni è un regalo ai terroristi dell’Isis, chissà quanto stanno ridendo…”.

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