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Livia Turco

Dalle donne alle donne

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    La nostra vita di donne in questi anni è cambiata in meglio. Reca il segno della nostra nuova identità acquisita attraverso un duro lavoro intessuto di scommesse, sconfitte e conquiste.

    Anche le nostre condizioni di vita sono cambiate in meglio; non per tutte però. La realtà è avara nei confronti di molte, nega loro diritti fondamentali come il lavoro. Eppure questa forza delle donne non trova adeguato spazio nelle istituzioni della politica. Anzi, molte volte anche noi che facciamo politica, la sentiamo lontana, nei suoi linguaggi, regole e contenuti  rispetto alla vita di tutti i giorni. Sappiamo che questo non è casuale. Si riferisce ai processi di questi anni che hanno teso ad immiserire la politica, a concentrare le sue sedi decisionali e a separarle dalle istanze rappresentative e dalla partecipazione popolare.
    Ma si riferisce ad un dato di fondo e molto più complesso che possiamo sintetizzare così: le istituzioni della politica  restano il luogo più chiuso e ostico alla identità femminile, la sua storia, la sua esperienza di vita. Per questo noi donne comuniste proponiamo alle donne una alleanza per vincere una scommessa: stabilire un rapporto nuovo tra la nostra vita e la politica; fare in modo che la nostra vita “invada” le istiruzioni della politica, i governi e i partiti che li compongono, diventi per loro “materiale ingombrante”, li obblighi a inciampare in essa.

    Proponiamo di costruire nella società e nelle istituzioni della politica una “forza delle donne” che non può che derivare dalle donne stesse attraverso una strategia di relazione e di comunicazione tra noi. Una forza delle donne che esprima la nostra contrattualità politica e pesi in questa fase politica. Per questo proponiamo una “Carta delle donne”, una Carta “itinerante” che vuole sollecitare questa relazione e comunicazione tra donne, vuole entrare nella loro vita, conoscere i problemi, sollecitarle a prendere la parola. La Carta contiene solo una traccia programmatica che indica le nostre opzioni di valore, le nostre scelte ideali, ed i nostri obiettivi concreti; vuole arricchirsi, modificarsi, riempire i suoi vuoti proprio attraverso il rapporto con le donne, la conoscenza, dei loro problemi, l’ascolto delle loro proposte.

    Intendiamo incontrare  le donne dei partiti, coinvolgere le donne dei movimenti e del femminismo, le donne delle associazioni, dei sindacati, le intellettuali e le singole competenze. Ma soprattutto intendiamo interpellare e coinvolgere le “donne semplici”, quelle che incontriamo nella nostra vita quotidiana, quelle che soffrono di più il peso di questa realtà avara, quelle che sono più deboli, più sole, più esposte. Uno strumento che dovrà attivare la nostra creatività, il lavoro dell’intelligenza e dell’iniziativa di noi tutte. Unite e in tante a fare politica: così soltanto la Carta potrà produrre dei risultati. Essa dovrà attivare un percorso di incontri e colloqui, di approfondimento delle questioni, di lotte e vertenze  su obiettivi concreti come il lavoro, la salute, la scuola.

    Iniziamo con una settimana di incontri e colloqui con le lavoratrici per discutere i temi relativi alla battaglia per il lavoro; abbiamo lanciato una petizione di massa sulle pensioni; è avviata una mobilitazione delle donne del Mezzogiorno per il lavoro. Proseguiremo con un convegno sulla maternità, sui tempi di lavoro e … via via con il lavoro di tante, fino alla nostra convenzione programmatica del partito.

    “Dalle donne la forza delle donne” non è per noi un metterci da parte nel partito, né tantomeno saperarci dagli uomini. Semmai vuole tradurre nei fatti quanto riconosciuto nelle tesi congressuali: il valore di trasformazione della contraddizione di sesso. “Dalle donne la forza delle donne” è il contributo più grande che possiamo dare al nostro partito in questa fase. Per questo diciamo ai compagni: sentitevi interpellati, collocate in modo adeguato nella vostra agenda politica i temi che vi pongono le donne anche perché essi sono un materiale importante per indagare, capire, risolvere problemi generali della società e per vincere battaglie fondamentali.


    Terza Parte: Le conquiste che vogliamo ottenere oggi.

    1. La pace
    2. Ambiente, diritti, risorse
    3. Creare nuove opportunità di lavoro
    3 a – oltre la partà: la politica delle pari opportunità
    3 b – la formazione
    3 c – riformare gli orari di lavoro e gli orari sociali
    4. Libertà nella sessualità, libertà responsabile nella procreazione
    5. La qualità della vita è una risorsa
    6. Il lavoro dell’intelligenza per affermare la nostra cultura
    7. Il diritto all’informazione, condizione per decidere e scegliere, affermare il punto di vista delle donne

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