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Gli Autori

Gabrielle Colette

Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette nasce a Saint-Sauveur-en-Puisaye, il 28 gennaio 1873.
Colette
è una delle grandi protagoniste della sua epoca, un mito nazionale: oltre che scrittrice prolifica è stata attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critico teatrale, giornalista e caporedattore, sceneggiatrice e critico cinematografico, estetista e commerciante di cosmetici.

Ha avuto tre mariti e un amante più giovane di lei di trent’anni, più volte è stata al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese. Pur non provando simpatia per le femministe della sua epoca, la sua vita e la sua opera letteraria  sono la testimonianza di una donna libera, anticonformista ed emancipata, che sfida le convenzioni e le restrizioni morali dell’epoca.

Colette
cresce in Borgogna in grande libertà e a stretto contatto con la natura; ha un’infanzia felice circondata dall’affetto della famiglia, e fin da bambina impara ad amare la musica e i libri, può leggere tutto ciò che desidera: a sei anni già legge Honoré de Balzac e William Shakespeare. Con un padre sprovvisto di senso pratico, Colette viene educata soprattutto dalla madre, una donna perspicace, di mentalità moderna, atea dichiarata e anticonformista, che in paese dà scandalo prendendo a servizio delle ragazze madri. Iscritta alla scuola pubblica di Saint-Sauveur-en-Puisaye, nel 1889 Colette supera brillantemente gli esami di Licenza elementare e di Licenza superiore, abilitante all’insegnamento primario. Lo stesso anno conosce Henri Gauthier-Villars, il suo futuro primo marito.

Nel 1891, per problemi finanziari, la famiglia Colette si trasferisce a Châtillon-Coligny, destando così nella futura scrittrice grande rimpianto per l’amato paese natio. Fino al 1892 Colette si dedica ad approfondire la propria formazione musicale e teatrale, stringe il rapporto di conoscenza con Henri Gauthier-Villars, divenuto nel frattempo amico di famiglia, fino a fidanzarsi con lui; lo sposerà nel 1893 e con lui si traferirà a Parigi. Henri Gauthier-Villars, noto con lo pseudonimo di Willy è scrittore, editore, pubblicitario, giornalista di satira di costume e feroce critico musicale. Dirige e coordina all’interno di una sorta di officina letteraria, il lavoro di un nutrito gruppo di letterati emergenti, detti "gli schiavi". Con una fama da donnaiolo e viveur, Willy è un uomo molto in vista nell’ambiente artistico e mondano della belle époque parigina, e ama essere al centro dell’attenzione, provocare e scandalizzare. Willy introduce Colette nell’ambiente artistico e mondano parigino. Assieme a coloro che già lavorano per lui, Colette è invitata dal marito a collaborare alla sua officina letteraria, pertanto, con la firma congiunta "Colette Gauthier-Villars" appaiono, su giornali e riviste, le sue prime cronache musicali e collaborazioni giornalistiche. Willy inoltre incoraggia la moglie a trasferire in un libro anche le divertenti avventure di bambina che è solita narrargli. Colette inizia così a scrivere il suo primo romanzo, Claudine a scuola, il cui manoscritto verrà da Willy, dopo una prima lettura, giudicato inservibile e riposto in un cassetto per circa quattro anni. Nel 1899 il manoscritto di Claudine a scuola viene riscoperto da Willy il quale, intuendone ora le potenzialità e con l’intento di proporne la pubblicazione, suggerisce a Colette di accentuarne i temi piccanti che in origine erano appena accennati.

Nel 1900 viene pubblicato, a firma "Willy", Claudine a scuola che, grazie alle conoscenze e alla destrezza da impresario artistico di Willy, ottiene in breve tempo uno strepitoso successo e rende a Colette, come dono da parte del marito, una proprietà campestre presso Besançon. Sfruttando l’onda del successo, Gabrielle Colette scrive il suo seguito, Claudine a Parigi, che viene pubblicato nel 1901.

Nel 1902 viene pubblicato Claudine si sposa, seconda stesura riveduta di Claudine amoreuse e, quindi, terzo romanzo della serie delle Claudine. Intanto, mentre il numero delle copie dei romanzi cresce e la commedia va in scena propagandata anche da Colette in abiti da Claudine, la coppia Willy-Colette si fa fotografare e intervistare da numerosi giornali e riviste. Il quarto romanzo della serie, Claudine se ne va, viene pubblicato nel 1903, anch’esso come i precedenti uscito a firma del marito, il quale pubblicamente raccoglie tutto il merito e la gloria della serie sebbene la vera autrice sia sempre Colette. Solo dopo il loro divorzio la serie delle Claudine verrà pubblicata con le firme congiunte di Colette e Willy. Claudine a scuola, assieme agli altri romanzi della serie, diventa uno dei maggiori best-seller francesi di tutti i tempi creando un personaggio originale nella letteratura francese, la prima teenager del secolo. Nei cabaret e nei caffè-concerto apparve «il tipo» Claudine.

Nel 1904 viene pubblicato Dialogues de bêtes, firmato "Colette Willy", il primo libro di Colette in cui, accanto al nome del marito, compare anche il suo. Intanto Willy, sperando di rinnovare la tiratura delle Claudine, fa scrivere a Colette una versione più libertina del suo noto personaggio, dando così alle stampe Minne.

Il 1905 è anche l’anno che vede la progressiva separazione della coppia Willy-Colette, l’uno ormai palesemente infedele alla moglie, l’altra che si avvicina sempre più al raffinato mondo della lesbo parigina e che inizia ad esibirsi a teatro. Nel 1906 Colette diventa compagna e protetta di "Missy", pseudonimo della marchesa Mathilde de Morny, una delle protagoniste del bel mondo e del demi-monde parigino, nota per il suo lesbismo che manifesta travestendosi da uomo. Colette, aiutata da Missy e ormai determinata ad intraprendere una carriera teatrale da mima-danzatrice, si separa da Willy.

Nel 1908 si fa notare dalla critica pubblicando su La Vie Parisienne dei testi, poi raccolti nel volume Viticci, uno dei quali - Nuit blanche - tratta della sua relazione con Missy e nel 1909 scrive e interpreta una commedia per il teatro dal titolo En camarades. Intanto Colette ha un nuovo amante, il ricco Auguste Hériot, e lo stesso anno è ammessa alla Société des Auteurs, intraprende così una serie di azioni legali contro il marito, che le fruttano, tra l’altro, l’inserimento del suo nome nella serie Claudine, una percentuale sulle vendite e i diritti dei due romanzi Minne che, dopo averli rielaborati e fusi in un unico romanzo, pubblica con il titolo L’ingenua libertina. Dopo il divorzio da Willy, nel 1910, Colette inizia le sue collaborazioni giornalistiche con il Paris-Journal e con Le Matin, ed è impegnata con una tournée teatrale. Il 1911 la vedrà impegnata in una tournée teatrale e, nella commedia Xantho chez les courtisanes, Colette si esibisce nuda e ingioiellata. Riceve una proposta di matrimonio da Heriot ma si lega al barone Henry de Jouvenel, divorziato e con un figlio, Bertrand. De Jouvenel, detto "Sidi", è un giornalista politico e redattore capo de Le Matin.

Quando conosce Colette è legato ad un’altra donna, una contessa. Dopo varie traversie e sotterfugi per liberarsi dai rispettivi amanti, Colette e Sidi vanno a vivere assieme. Nonostante l’influente posizione del compagno, la coppia ha delle difficoltà economiche, Colette quindi non interrompe il suo lavoro di attrice e continua a collaborare con i giornali con racconti e articoli anche di cronaca. Nell’autunno del 1912 muore Sido, sua madre. Incinta, Colette sposa in dicembre Henry de Jouvenel, diventando la baronessa de Jouvenel. Nel 1913 Colette scrive I retroscena del music hall che viene pubblicato lo stesso anno. Pubblica anche il libro Prrou, Poucette et quelques autres, si tratta di una serie di dialoghi fra animali, e sulla rivista La Vie Parisienne viene pubblicato a puntate il romanzo L’ancora, con lo stesso personaggio protagonista de La vagabonda. Nasce a maggio la figlia: Colette Renée de Jouvenel, detta "Bel-Gazou". La bambina, affidata ad una severa governante inglese, è da questa allevata in campagna, a Castel-Novel. Colette sarà una madre spesso assente, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza della Piccola Colette e si manterrà in contatto con la figlia prevalentemente per corrispondenza. Durante gli anni della prima guerra mondiale (1914 - 1918) l’attività giornalistica di Colette si intensifica, nel 1914 raggiunto a Verdun il marito partito per il fronte, invia a Parigi dei reportages che, però, non passeranno la censura. Con l’entrata dell’Italia in guerra, nel 1915 Colette si reca a Roma dove incontra D’Annunzio.

Da qui e da altre città italiane spedisce articoli a Parigi, articoli che successivamente saranno raccolti da lei nel volume Les Heureus longues. Ritornerà altre due volte in Italia, a Cernobbio nel 1916 e a Roma l’anno seguente, continuando a scrivere articoli per la stampa e intensificando il suo interesse per il cinema. Nel 1919 esce in volume Mitsou ovvero come le fanciulle diventano sagge (Mitsou ou Comment l'ésprit vient aux filles) che, malgrado la critica sia discorde, ha successo. Lo stesso anno Henry de Jouvenel riprende il suo lavoro di direttore a Le Matin e Colette è nominata caporedattore della sezione letteraria del giornale e successivamente assumerà anche l’incarico di critico teatrale. Nella sua nuova veste di importante giornalista e moglie di un uomo politicamente influente ha modo di conoscere i personaggi più noti di tutta Parigi. Nel 1920 ne La Vie Parisienne, viene pubblicato a puntate il romanzo Chéri, che subito suscita scandalo ma che annovera anche molti estimatori. Lo stesso anno, la quarantasettenne Colette conosce Bertrand de Jouvenel, il figlio diciassettenne del marito, con il quale instaura una relazione amorosa. Sempre quest’anno viene insignita della Legion d'onore con il grado di Cavaliere.

Nel 1921 Henry de Jouvenel diventa senatore ma, poiché una rivista tedesca pubblica una foto di Colette nuda risalente agli anni del teatro, viene stroncata la sua possibilità di diventare il futuro ambasciatore di Berlino: Colette farà di tutto perché il suo passato non sia nuovamente usato contro di lei. Intanto esce a teatro Chéri, riadattamento di Colette, in collaborazione con Léopold Marchand, del romanzo omonimo, che l’anno successivo sarà interpretato da Colette stessa nella parte di "Léa". Il pubblico non si lascerà sfuggire l’occasione di notare la correlazione fra "Léa"-Colette e "Chéri"-Bertrand. Sempre nel 1922 esce La Maison de Claudine, un libro che rievoca luoghi e persone della sua infanzia a Saint-Sauveur. Intanto il matrimonio fra Colette e Henry de Jouvenel, anch’esso impegnato in relazioni extra-coniugali, entra sempre più in crisi. Nel 1923 esce a puntate su Le Matin, Il grano in erba, la cui pubblicazione viene interrotta per scandalo dopo quattordici puntate. Lo stesso anno verrà pubblicato in volume e sarà questo il primo libro firmato solo Colette perchègli altri erano firmati "Colette Willy". Intanto il marito tronca bruscamente i rapporti, forse a causa della chiacchierata relazione di Colette con Bertrand e iniziano le trattative per il divorzio. L’anno successivo Colette interrompe la collaborazione con Le Matin (poiché il marito ne era il direttore) e inizia a collaborare con altri giornali, tra i quali Le Figaro, vivendo dei proventi da giornalista e continuando a pubblicare altri libri. Nel 1925 la scrittrice è impegnata a portare in tournée la commedia Chéri, e Maurice Ravel musica l’opera di Colette Divertissement pour ma fille, facendone un balletto dal titolo L’Enfant et les sortilèges.

Intanto Colette e Bertrand de Jouvenel si lasciano e il divorzio con il marito diventa definitivo. Nel 1926 esce La fine di Chéri, il  seguito di Chéri, nel quale il protagonista perseguitato dai ricordi del suo amore per "Léa" muore suicida. Colette si disfa di ciò che le ricorda il suo passato vendendo o affittando le sue precedenti abitazioni e compra in Costa Azzurra una casa immersa nel verde, poi descritta nei suoi libri. A teatro interpreta la parte di "Renée" ne La vagabonde, opera tratta dal suo omonimo romanzo. L’anno seguente gli intellettuali iniziano ad interessarsi al complesso della sua produzione letteraria, e Colette durante l’estate, rileggendo le lettere di sua madre, inizia a scrivere La nascita del giorno che verrà pubblicato con successo nel 1928. Si tratta di una serie di ricordi, alcuni anche su sua madre. Sempre nel 1928 è promossa al grado di Ufficiale della Legion d'onore, l’anno seguente viaggia in Spagna, Marocco e Belgio raccogliendo impressioni che saranno poi trascritte nei suoi libri e pubblica La Seconda  e una prima versione del libro Sido.

Nel 1930 esce Sido, il romanzo di ricordi su sua madre. Nel 1932 Colette apre un istituto di bellezza nel quale distribuisce consigli di make-up e di bellezza alle dame parigine che lei stessa trucca personalmente. Visto il successo di questa impresa nascono quattro succursali, e altri negozi vendono i prodotti e i cosmetici pubblicizzati e curati da Colette, con la sua immagine nelle etichette, disegnata da lei stessa. Pubblica Prisons et paradis, ma già l’anno successivo l’attività commerciale, sebbene riscuota successo, risulta sfibrante e rallenta il suo lavoro di scrittrice. Nel 1933 collabora ad una sceneggiatura per il cinema, diventa critico teatrale per Le Journal, e pubblica La gatta.

Gli anni dal 1934 al 1939 sono i meno prolifici per la Colette-Scrittrice, in questo periodo infatti è molto impegnata nella sua attività di critico teatrale per Le Journal: le sue recensioni saranno ogni anno, per quattro anni, raccolte e pubblicate in un volume dal titolo Le Jumelle noire. Non smette comunque di pubblicare: nel 1934 esce il romanzo Duo, nel 1936 il romanzo autobiografico Il mio noviziato, e nel 1937 una raccolta di racconti dal titolo Bellavista. Durante questo periodo, mentre la sua notorietà va accrescendosi sempre più, collabora per l’adattamento cinematografico del suo libro I retroscena del music-hall. Nel 1935 si sposa con Goudeket. Nel 1936 diventa Comandante della Legion d'onore e viene ufficialmente eletta membro dell’Académie royale belge de langue et de littérature françaises. Nel 1938 si trasferisce a vivere al primo piano del Palais-Royal, sua dimora parigina definitiva, termina la sua collaborazione con Le Journal e inizia a collaborare per il Paris-Soir. Nel 1939 pubblica il seguito di Duo, Il cucciolaio, le viene diagnosticata un’artrosi all’anca e allo scoppio della seconda guerra mondiale collabora per Radio Paris-Mondial assieme al marito. Colette, muovendosi sempre più a fatica per il progressivo peggioramento della sua artrosi, trascorre tutto il periodo della guerra a Parigi, chiusa dentro il suo appartamento al Palais-Royal, riuscendo a barcamenarsi con le spese grazie alle sue conoscenze e al suo senso pratico. In questi  anni pubblica nel 1940 Camera d’albergo, e nel 1941 Julie de Carneilhan, Journal à rebours, Mes cahiers, e Il puro e l’impuro. Sempre nel 1941 il marito, che è ebreo, viene arrestato e spedito in un campo di concentramento, l’anno successivo Colette riuscirà a farlo liberare. Nel 1942 esce su una rivista Gigi che sarà poi pubblicato due anni dopo assieme ad altri racconti. Nel 1945 Colette viene eletta membro dell’Académie Goncourt, seconda donna dopo la scrittrice Judith Gauthier; il marito intanto è diventato editore. Nel 1946 intraprende una serie di cure per la malattia di cui soffre, e pubblica L’Etoile Vesper, l’anno successivo la sua salute migliora un po’, e Colette continua a partecipare alla vita accademica. Riceve anche la visita di Truman Capote, che ne parlerà in uno dei suoi testi. Nel 1948 si occupa della revisione e della raccolta dell’intera sua opera per l’edizione Le Fleuron, diretta dal marito, e pubblicata poi in 15 volumi. Nel 1950 fra spostamenti vari in cerca di cure e il lavoro di adattamento teatrale del suo romanzo La Seconda (che va in scena l’anno seguente), viene eletta presidente onorario del Consiglio letterario del Principato di Monaco e riceve in visita la regina Elisabetta del Belgio. Nel 1951, tornata a Montecarlo sempre in cerca di cure, nota all’Hôtel de Paris una giovane attrice, Audrey Hepburn, e la sceglie per interpretare la commedia Gigi, che andrà in scena a Broadway.
L’anno seguente le sue condizioni di salute peggiorano sempre di più. Nel 1953 in occasione dei suoi 80 anni, l’idolo Colette riceve tributi e onorificenze quali la medaglia della Città di Parigi, l’elezione a membro onorario del National Institute of Art and Letters di New York, e il grado di Grand’Ufficiale della Legion d'onore. Nel 1954 Colette, giunta al termine della sua lunga malattia, si spegne il 3 agosto a Parigi, nella sua stanza al Palais-Royal. Non senza un seguito di polemiche e indignazioni, la chiesa rifiuta i funerali religiosi e Colette, prima donna in Francia, riceve funerali di stato nella corte d’onore del Palais-Royal. È sepolta nel cimitero di Père Lachaise.

 

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